L’inizio del regime, trailer di Videocracy censurato dalle reti RAI

Che in Italia tirasse una brutta aria si sapeva da tempo. Che i principali TG e giornali italiani abbiano trattato argomenti di scottante rilevanza pubblica come semplice gossip (quando poi dedicano interi servizi al cane del figlio del Principe delle isole Canarie) vuol dire che qualcosa di poco democratico e molto filo-dittatoriale c’è davvero. Ormai in TV non si vedono altro che tette al vento, pazzi squilibrati rinchiusi per mesi in una casa, fiction che presentano i mafiosi e i cammorristi come degli eroi e tanta merda ancora.

Erik Gandini, regista italo-svedese, ha diretto un documentario che uscirà tra poco (per fortuna) nelle sale italiane: Videocracy. Questo film raccoglie un pò di tutto questo; e cosa è successo? Trailer censurato sia dai canali RAI che da quelli Mediaset. Motivazione: “inequivocabile messaggio politico di critica al governo”.

«Come sempre – aggiunge Domenico Procacci (produttore del film)- abbiamo mandato i trailer all’AnicaAgis che gestisce gli spazi che la Rai dedica alla promozione del cinema. La risposta è stata che la Rai non avrebbe mai trasmesso i nostri spot perché secondo loro, parrà surreale, si tratta di un messaggio politico, non di un film». A questo si è aggiunto il rifiuto anche da parte di Mediaset, in questo caso con una comunicazione verbale da Publitalia. «Ci hanno detto – continua Procacci – che secondo loro film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset».

«Mi pare chiaro – sottolinea Procacci –  che in Rai Videocracy è visto come un attacco a Berlusconi. In realtà è il racconto di come il nostro paese sia cambiato in questi ultimi trent’anni e del ruolo delle tv commerciali nel cambiamento. Quello che Nanni Moretti definisce `la creazione di un sistema di disvalori´». «Siamo in uno di quei casi in cui si è più realisti del re – dice Procacci – Ci sono stati film assai più duri nei confronti di Berlusconi come «Viva Zapatero» o a «Il caimano», che però hanno avuto i loro spot sulle reti Rai. E il governo era dello stesso segno di oggi. Penso che se questo film è ritenuto così esplosivo vuol dire che davvero l’Italia è cambiata».

“In una videocrazia la chiave del potere è l’immagine. In Italia soltanto un uomo ha dominato le immagini per più di tre decenni. Prima magnate della TV, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessun altro il contenuto della tv commerciale in Italia.


I suoi canali televisivi, noti per l’eccessiva esposizione di ragazze seminude, sono considerati da molti uno specchio dei suoi gusti e della sua personalità”.

Il film uscirà nelle sale il 4 settembre, intanto, guardiamoci il trailer “proibito”:

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