Gli illustratori de “I viaggi straordinari” di Jules Verne

In primo luogo si consideri la seguente incredibile statistica: c’erano più di quattromila illustrazioni della serie Voyages Extraordinaires di Jules Verne, mediamente più di 60 per ogni romanzo e una ogni 6-8 pagine, negli originali testi in formato “ottavo” rosso e dorato della Hetzel. Dalla pubblicazione del primo romanzo di Verne, nel 1863, queste immagini e mappe xilografiche sono diventate parte integrante dei romanzi fantascientifici di Verne: infatti le ristampe moderne de “I Viaggi Straordinari”, sono caratterizzate dalle loro illustrazioni originali, che riprendono la sensazione ambientale socio-storia tipica dei romanzi di Verne, ed evocano quel senso di lontano esotismo e futuristico stupore, le stesse emozioni che provavano i lettori dell’epoca.

Eppure, ad oggi, maggior parte della critica Verniana ha praticamente ignorato il ruolo cruciale svolto da queste illustrazioni nelle opere di Verne.

Come ho discusso in dettaglio altrove, sembrano esserci quattro diverse categorie di illustrazioni ne I Viaggi Straordinari, ciascuna dei quali ha una diversa funzione semiotica e/o didattica, all’interno della narrazione.

La prima categoria propone la rappresentazione dei protagonisti della storia, ad esempio i ritratti, come quello di Impey Barbicane in Dalla Terra alla Luna (1). La seconda caratterizza i luoghi visitati dai protagonisti, e sono normalmente illustrazioni panoramiche, da cartolina – come ad esempio i molti locali esotici, luoghi insoliti,  e la flora e la fauna che gli eroi incontrano durante il loro viaggio, come quello di Ventimila leghe sotto i mari (2).

La terza categoria propone la rappresentazione e documentazione della natura, come ad esempio le mappe delle regioni Polari (disegnate a mano dallo stesso Verne), per il romanzo Le avventure del capitano Hatteras del 1841, dove il lettore curioso può seguire l’itinerario compiuto da Hatteras e il suo equipaggio per esplorare l’Artico (3).  Il quarto infine ritrae il momento specifico dell’azione all’interno della narrazione, come ad esempio in Viaggio al centro della Terra, dove il Prof. Lidenbrock, Axel e Hans si trovano improvvisamente all’interno di una tempesta di fulmini nell’oceano sotterraneo (4).

E’ anche interessante notare quali passaggi delle storie sono stati scelti per le illustrazioni. Molto spesso questa decisione sembra essere meno in linea con la rispettiva importanza nel proseguirsi della storia, e più in base al loro intrinseco valore pedagogico.  Per esempio, alcuni punti cruciali nell’evoluzione della storia, come l’esplosione della locomotiva-elefante de La casa a vapore oppure la quasi collisione con la cometa in Intorno alla Luna, non sono state illustrate; mentre vengono rappresentate decine di scene relativamente poco importanti  come l’illustrazione degli incantatori di serpenti indiani della prima (5) e della seconda,quella che raffigura la frustrazione di Michel Ardan che tenta di comprendere i complessi calcoli algebrici dei i suoi colleghi astronauti (6).

Anche il percorso testuale delle illustrazioni è degno di nota. Anche se diverse di edizione in edizione, molte illustrazioni tendono a precedere la loro controparte testuale di almeno una o due pagine suscitando la curiosità nel lettore (ad esempio incitandolo a continuare la lettura), preannunciando così gli eventi e le scene a seguire. Si consideri ad esempio L’isola misteriosa, dove i naufraghi incontrano il Nautilus bloccato in una grotta marina sull’isola di Lincoln (7). Questa illustrazione è stata posta a pagina 795. Invece, il numero di pagina in parentesi indica che questa scena è descritta a pagina 798 nel libro.

Un altro utilizzo delle illustrazioni per migliorare la prefigurazione nelle opere di Verne sono i frontespizi, spesso molto elaborati di fronte alle pagine del titolo di questi libri, ad esempio, quello all’inizio del doppio volume edizione Hetzel di Cinque settimane in pallone, o Viaggio al centro della Terra (8). Qui il lettore ottiene un assaggio dei due episodi rappresentati (uno per ciascun romanzo), sovrapposte l’una sull’altra in una specie di collage con scene dall’alto,sopra e sotto la superficie della Terra. I frontespizi potrebbero essere consideratu come una rappresentazione pittorica fortemente simbolica dell’obiettivo di Verne, come espresso dal suo editore Pierre-Jules Hetzel, a delineare “tutte le conoscenze geografiche, geologiche, fisiche e astronomiche accumulate dalla scienza moderna”.

Inoltre, l’importanza di queste illustrazioni come ausili visivi per l’intento didattico esplicito dei Viaggi Straordinari di Verne non può essere sottovalutata. Il gran numero di illustrazioni puramente pedagogici nei romanzi di Verne che hanno poco a che fare con gli eventi immaginari narrati nella trama a volte è sorprendente: le specie di pesce elencati da Conseil in Ventimila leghe sotto i mari, le fasi della Luna in Dalla Terra alla Luna, il pianeta Saturno e le sue lune in Le avventure di Ettore Servadac, i diversi tipi di mongolfiere e dirigibili in Robur il Conquistarore.

Secondo le loro corrispondenze, Verne, Hetzel e gli illustratori di questi libri comunicavano molto strettamente e c’era una comunicazione costante durante tutto il processo produttivo. In una lettera del 1868 che Verne scrisse ad Hetzel, riguardante Ventimila leghe sotto i mari (9), l’autore scrisse: “Ho ricevuto i disegni di Riou e ho diversi suggerimentia. Penso che ha bisogno di rendere le persone molto più piccole e le camere molto più grandi. E ha bisogno di aggiungere molti più dettagliati … A proposito, è stata un’ottima idea per utilizzare il colonnello Charras come modello per il capitano Nemo (10). Avrei dovuto pensarci.”

Il brano che segue è una lettera del 1879 scritta da Verne all’artista Léon Benett. Al momento, si stavano preparando le illustrazioni per il romanzo La casa a vapore, che narra di un viaggio in India, dove i protagonisti sono a bordo di un elefante-locomotiva (11).Verne scrive:

Caro Signor Benett, ho ricevuto i vostri disegni, sembrano eccellenti. Ma la carovana deve essere modificata: invece di 2 treni come carrozze, dovrebbero essere piccoli bungalow, come piccole pagode su ruote, Europea all’interno ma Indù all’ esterno. Immagina qualcosa che traini l’elefante … Fare attenzione a fare in modo che non siano quadrate, ma più ampie … E cercare di farli sembrare molto decorati … 
Verne spesso accompagnava queste lettere ai suoi illustratori con schizzi a mano libera per dare loro un’idea di ciò che voleva. Ma, in questo come in tutte le altre questioni editoriali, era Hetzel che aveva sempre l’ultima parola.

Nella seguente lettera, del 1884, Hetzel è infatti costretto ad intervenire sull’apparente conflitto tra Verne e Benett riguardo le rappresentazioni dei protagonisti del romanzo Mathias Sandrof:

Mio caro vecchio Benet, credo che siamo finalmente giunti alla fine delle nostre miserie, con queste ultime modifiche che ha chiesto Verne. Ma se guardi più da vicino il testo relativo l’abbigliamento di Sarcany e Zirone, vedrai che ha ragione. Se lui ti infastidisce, assicuriamoci che anche noi infastidiamo lui, costringendolo ad apportare dei cambiamenti nel suo testo. Nessuno è esente da correzioni.

Hetzel ha spesso richiesto importanti cambiamenti nel lavoro dei suoi illustratori prima della pubblicazione e talvolta ha anche scelto di censurare radicalmente il loro contenuto, nel nome del “buon gusto”. Per esempio, una scena del porto tranquillo e piuttosto banale all’inizio de Le avventure del Capitano Hatteras era stata originariamente prevista (ed effettivamente pubblicata in una versione precedente del romanzo) per descrivere i chiassosi compagni di Hatteras mentre facevano brindisi di rum per celebrare l’inizio del loro viaggio verso il Polo Nord (12).

A volte però si sono verificate sviste editoriali che né Verne, né Hetzel e né gli illustratori sono riusciti a recuperare prima della pubblicazione, ad esempio ne L’isola misteriosa, l’orango di nome Jup (13), a differenza degli altri della sua specie, ha una coda! Si notino anche le due figure poste in sequenza nello stesso romanzo, in cui Ayrton sale segretamente a bordo della nave pirata nel cuore della notte (14). Durante la sua salita, non solo Ayrton ha trovato un paio di pantaloni, ma anche lo scafo e la prua della nave sono misteriosamente cambiati dal ferro al legno, e anche sulla prua appare improvvisamente una figura alata.

E, almeno una volta, l’artista in realtà “corregge” il testo di Verne quando Alphonse de Neuville illustra la famosa battaglia con il calamaro gigante in Ventimila leghe sotto i mari in cui disegna la bestia con i necessaria dieci tentacoli, invece di otto come descritto da Verne nel suo racconto (16)

E’ interessante anche il rapporto semiotico tra le illustrazioni e il testo dei Viaggi Straordinari di Verne. Come Georges Borgeaud ha descritto: “Non è il testo che definisce l’illustrazione, ma l’illustrazione che definisce il testo e che trasporta il lettore al di là … è un catalizzatore di sogni. Ogni illustrazione non solo condensa e concretizza in una immagine molti segmenti separati del testo (presentato linearmente), ma aggiunge anche un altro strato ricco di significato, approfondendo l’effetto associativo e inter-testuale della narrativa sul lettore.”

Nel suo studio delle illustrazioni di Verne, per esempio, Daniel Compère ha osservato:
“Questo commento via illustrazione stabilisce una dialettica tra il reale e l’immaginario. Le illustrazioni rafforzano la verosimiglianza dei testi Verniani e i loro atti di realismo come una sorta di garante della veridicità. Ma aggiungere anche una dimensione … di illusione.”

Inoltre, il punto di vista rappresentato da queste figure, simili alla voce narrante, è sempre in movimento, proprio come in un sogno. Il lettore/spettatore oscilla tra il vedere ciò che i protagonisti realmente vedono o pensano, e ciò che il narratore vuole presentare nel contesto extra-narrativo. Il punto di vista è ancorato talvolta presente della narrazione, a volte nel passato, a volte in un ipotetico futuro. Proprio come una videocamera o un televisore, a volte ingrandisce per un close-up, a volte lo zoomma indietro per uno scatto panoramico.Nella sua polivalente onnipresenza, sia all’interno che all’esterno della narrazione stessa, il punto di vista rappresentato da queste illustrazioni sembra a combaciare perfettamente con l’orientamento dominante, ideologico ed epistemologico di tutta l’opera di Verne: vale a dire, una “visione” di totalità, un inventario, e appropriazione .

Ma chi erano questi illustratori? Chi erano questi artisti di grande talento le cui immagini evocative hanno portato alla vita I Viaggi Straordinari di Verne  e consentito a milioni di lettori del 19 ° secolo di “andare oltre”, dove nessuno era mai andato prima? Chi erano queste persone che hanno svolto un ruolo importante nel far divenire Verne famoso in tutto il mondo avendo dato popolarità duratura di questo nuovo genere letterario?
Va detto fin dall’inizio che molto poco si sa su di loro. E ancor meno si sa circa le decine di incisori che hanno convertito schizzi degli artisti nelle incisioni su legno dettagliate e lastre di stampa in metallo, che hanno prodotto le numerose illustrazioni pubblicate in questi libri, e i cui nomi: Pannemaker, Hildibrand, Barbant, Prunaire,Dumont, Coste , Lavalle, Meaulle, eccetera, a volte hanno un posto di rilievo sulle illustrazioni finite, insieme a quello dello stesso illustratore. Si consideri, ad esempio, Cinque settimane in pallone (17) illustrato da Riou e incisa da Hildebrand la cui firmasi trova in basso a destra, oppure quello di Viaggio al centro della Terra (18) anche illustrato da Riou, ma incisa da Pannemaker, che di solito firma le sue opere con “PANN” (a volte con la “N” s scritto al contrario, come in uno specchio riflesso).

Edouard Riou (1833-1900) è probabilmente il più noto illustratore dei Viaggi Straordinari di Verne. Ha illustrato i suoi primi e più famosi romanzi, tra cui Cinque settimane in pallone, Viaggio al centro della Terra, (19), Le avventure del capitano Hatteras, I figli del capitano Grant, così come i primi undici capitoli di Ventimila leghe sotto i mari (i restanti capitoli sono stati fatti da Alphonse de Neuville).

Per quest’ultimo romanzo, Verne posò per il ritratto del Prof. Pierre Aronnax situato in uno dei primi capitoli del libro. Prima e dopo la sua associazione con Hetzel, Riou era specializzato da molti anni in rappresentazione di paesaggio e eventi commemorativi (l’apertura del Canale di Suez, il matrimonio della figlia dello zar russo, ecc.).

Riou riesce a adattarsi artisticamente alla riproduzione realistica dei molti locali fantastici della finzione geografia Verniana: le nebbie e i ghiacci (21), le ombre all’interno della crosta terrestre (22), le spiagge deserte ed estese, e i molti corpi d’acqua e il loro movimento (23). Tutto è allo stesso tempo ordinato e suggestivo, lo stile del lavoro di Riou potrebbe essere definito “realismo romantico” (24).

Henri de Montaut (1840? -1905?) collaborò con Riou alle illustrazioni dei primi due romanzi di Verne: Cinque settimane in pallone e Le avventure del capitano Hatteras. Egli però è meglio conosciuto come l’unico illustratore del best-seller di Verne Dalla Terra alla Luna (2526), e il creatore delle più celebri illustrazioni fantascientifiche.

Alphonse de Neuville (1835-1885) fu un pittore molto ammirato in Francia durante questo periodo. Da giovane, era un allievo di Eugène Delacroix, ed era particolarmente noto per le sue scene di battaglia e le immagini di vita militare (in particolare le scene della guerra franco-prussiana del 1870-71). I suoi dipinti si trovano nei musei di Versailles, Grenoble, Mosca, New York, e in altre città. Ha anche contribuito a realizzare un gran numero di illustrazioni per il magazine francese Le Monde du Tour, ed è statoinserito nella Légion d’honneur nel 1881. Ha collaborato con Riou per Ventimila leghe sotto i mari, tutte le illustrazioni dal capitolo 12 in poi sono le sue (28293031). Neuville è stato anche responsabile di un piccolo numero di illustrazioni del best-seller del 1873 Il giro del Mondo in 80 giorni, in particolare i ritratti all’inizio del romanzo, come quello di Phileas Fogg (32). Prima di completare il suo lavoro però interruppe il rapporto con Hetzel e il resto delle illustrazioni furono create dall’artista Leòn Benett.

Emile-Antoine Bayard (1837-1891) è stato un popolare ritrattista e collaboratore di molti periodici come il Journal des Voyages, RireJournal, Magazine Cassell, Le Tour du monde, e altri. Ha illustrato molti dei racconti fantasy di Erckmann-Chatrian, un certo numero di opere letterarie per ragazzi di Alphonse Daudet, Jules Sandeau, Hector Malot, la Comtesse de Ségur, e diversi romanzi classici come i Miserabili di Victor Hugo. Probabilmente è meglio ricordato come l’illustratore de “A drama in the air“, contenuto nel “Doctor Ox“, e specialmente per il sequel di Dalla Terra alla Luna del del 1872 Intorno alla Luna.  Il suo lavoro è stato descritto come segue: “Le sue incisioni mostrano gli effetti dell’assenza di gravità sugli astronauti, l’indagine della superficie lunare, e, soprattutto, la foto dello ‘spashdown’ sono tra le illustrazioni più famose della fantascienza (33). Quest’ultimo pezzo, mostrando la bandiera americana ben fissata sopra il modulo, si è rivelato straordinariamente profetico, quando Frank Borman della spedizione Apollo 9 sulla Luna, sbarcato nel Pacifico, cento anni più tardi, solo due o tre miglia dal punto in cui indica il libro . ”

Jules Ferat (1819-1889?) Era conosciuto a Parigi soprattutto per le sue rappresentazioni di vita in fabbrica, i lavoratori e le loro macchine, e il pesante ambiente delle industrie (34). E ‘stato responsabile per le illustrazioni di molti libri di narrativa e saggistica di autori come Eugène Sue, Louis Figuier, Mayne-Reid,Edgar Allan Poe, e Victor Hugo dal 1850 alla fine del 1880. E ‘stato anche l’illustratore unico per una serie di romanzi di Verne ad esempio: La città galleggiante, Le avventure di tre inglesi e tre russi, Michel Strogoff e Le Indie nere.  Ma il vero e proprio capolavoro di Ferat è stata la serie di illustrazioni che ha fatto per il romanzo di Verne del 1874 L’isola misteriosa. Edmondo Marcucci ha detto della sua opera: “Le illustrazioni di Ferat sono in qualche modo stilizzate: i suoi personaggi hanno vestiti molto fluidi, ricchi di pieghe e di movimento, e di solito possiedono voti robusti tipici della classe operaia”, ad esempio il ritratto di Gideon Spilett in L’isola misteriosa (35). “Ferat è anche un maestro del chiaro-scuro, egli è particolarmente bravo a renderei realistici i giochi di luce nelle zone buie”, ad esempio, le illustrazioni raffiguranti le miniere di carbone di Le Indie nere (36). “D’altra parte, egli ha talvolta uno stile simile a Michelangelo, una tendenza eccessiva nell’esagerazione della muscolatura e delle proporzioni nei suoi personaggi”, ad esempio il doppio ritratto di Aryton e Cyrus Smith in L’isola misteriosa (37). E Ferat spesso sembra preferire una rappresentazione più simbolica che realistica, ad esempio, l’illustrazione del transatlantico “The Great Eastern” (38) dal romanzo La città galleggiante,in cui Ferat ha ampliato le dimensioni della nave di proporzioni veramente gigantesche.

Tre artisti sono stati commissionati da Hetzel per illustrare i romanzi di Verne: Henri Meyer (1844-1899) per Un capitano di quindici anniPaul-Dominique PhilippoteauxHector Servadac, e Georges Bognet (1855-1930?) per Una famiglia senza nome.

Léon Benett (1839-1917) è stato di gran lunga il più importante illustratore dei Viaggi Straordinari in puri termini di volume, poichè in quasi la metà dei 60 romanzi di questa serie, ha realizzato quasi 2.000 illustrazioni. Un buon amico sia di Verne e di Hetzel, il suo vero nome era Benet (con una sola “t”), ma ha aggiunto un’altra “t” in modo che il suo nome non risultasse simile alla parola francese “sciocco”, o “sempliciotto”. Benett viaggiò molto in Oriente e nei mari del Sud (3940), e Charles Lemire, il suo compagno di viaggio,descrive Benett e il suo lavoro come segue: “Abbiamo viaggiato insieme e giravamo all’interno delle isole: foreste pluviali , valli, montagne, cascate, villaggi, piantagioni (41). Benett sapeva come catturare la vera essenza di tutte queste località esotiche tropicali. I suoi appunti e disegni del diario erano come un museo inesauribile dei nostri viaggi. E l’esattezza delle sue illustrazioni erano un complemento perfetto alle descrizioni. ” Benett è stato inoltre descritto da Marcucci nei seguenti termini:”. E’ estremamente realistico nelle sue rappresentazioni “, ad esempio, la sua illustrazione da I cinquecento milioni della Begum (42) con il cannone gigantesco e il suo inventore, lo scienziato pazzo tedesco Herr Schultze (fu utilizzato come modello il cancelliere tedesco Bismarck). “Benett ha una fantasia morbida, e vi è una certa delicatezza nelle sue linee (43), e questo è particolarmente evidente nei suoi ritratti di donne e bambini (44). Infine, Benett conosce bene come inquadrare una scena all’aperto in modo che sia realistica e pittoresca” (45). Ma un altro critico, Pierre Sichel, è in forte disaccordo, sottolineando che “Benett riproduce con esattezza le vicende narrate, ma le sue rappresentazioni non vanno oltre. Egli non è espressivo. I volti dei suoi personaggi sono neutri, i suoi localisono privi di poesia … Le sue composizioni sono impersonali (nel senso stretto della parola) … Grazie alla collaborazione di Alphonse de Neuville, Il giro del Mondo in 80 giorni è risultato migliore.

E ‘anche interessante notare che l’ illustrazione Benett del treno a vapore in Il giro del Mondo in 80 giorni (pubblicato nel 1873) è stato apparentemente riciclato tredici anni più tardi, nel 1886 nel romanzo Robur il Conquistatore, con in cielo il fantastico elicottero-nave Albatros (47).

Infine, George Roux (1850? -1929) è stato il secondo più prolifico illustratore dei Viaggi Straordinari, illustrando 22 romanzi della serie, soprattutto quelli degli ultimi anni della produzione letteraria di Verne (48). Ha iniziato con Il salvataggio della Cynthia nel 1885 e finito con l’ultimo romanzo postumo di Verne La strabiliante avventura della missione Barsac nel 1919. L’opinione degli studiosi su Roux come illustratore tende a variare notevolmente. Un biografo di Verne, Peter Costello, ha dichiarato, a proposito delle illustrazioni per La strabiliante avventura della missione Barsac: “La visione della città segreta e le illustrazioni di essa sono magnifiche. Nel progettare la città, Roux sembra essere stato direttamente ispirato dai più recenti progressi nel campo dell’architettura … Verne è stato ben servito dai suoi illustratori fino alla fine.” Al contrario, Ron Miller ha dice:” A mio parere, Roux è stato il peggiore degli illustratori di Verne, e dimostra non solo quanto sia diminuita la qualità degli illustratori Hetzel, ma il lavoro di Roux risente inoltre dalla qualità decrescente degli incisori, gli xilografi professisti che scomparve quasi tutta con l’introduzione del processo di mezzitoni. Se si guardano le illustrazioni delle opere di Verne in ordine cronologico, si può notare questo drammatico deterioramento”. E ancora un altro, Pierre Sichel, osserva: “Roux è forse il più raffinato e il più ‘moderno’ di tutti gli illustratori dei Viaggi Straordinari (49). Le sue composizioni sono ampie, luminose e molto plastiche”, per esempio, l’illustrazione da Le fantasie di Jean-Marie Cabidoulin (50), dove, ovviamente, Roux sembra essere stato proprio incompetente quanto De Neuville riguardante l’anatomia dello squalo.

“I gesti, i volti e i muscoli e dei suoi personaggi, in particolare in gruppi di persone, vengono magistralmente trattati”, ad esempio, l’illustrazione della stessa opera che mostra diverse donne a petto nudo in Nuova Zelanda che danno da mangiare ad un uomo sdraiato (51). Questo romanzo in particolare è stato pubblicato nel 1901 (circa 15 anni dopo che Hetzel era morto), ed è quasi certo che, se fosse stato vivo, Hetzel non avrebbe mai permesso di pubblicare una cosa simile.

In conclusione, credo che non sia troppo esagerato dire che i Viaggi Straordinari di Jules Verne costituiscono una chiave socio-storico per comprendere l’alba della nostra età moderna, non solo a causa del loro status letterario pre-fantascientifico, ma anche a per le loro illustrazioni evocative. Il passaggio da una visione del mondo del 19 ° secolo ad uno dei primi del 20° è evidente, sia nel contenuto stilistico di queste immagini (il modo di vestire, la barba, il sogno Vittoriano delle macchine, gli scienziati come eroi conquistatori , ecc) sia nel loro formato effettivo di pubblicazione, come la tecnologia si stava evolvendo da xilografie a fotolitografia. Come tale, questa importante collezione delle prime illustrazioni fantascientifiche si erge come un testamento vivente al superamento di un’epoca letteraria, ideologica e tecnologica.

Articolo liberamente tradotto dalla pagina http://jv.gilead.org.il/evans/illustr/

Categorie: Cultura, Curiosità | Tag: , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “Gli illustratori de “I viaggi straordinari” di Jules Verne

  1. Anonimo

    ho questi bellissimi volumi e diverse volte li ho presentati come antefatto divulgativo di comunicazione scientifica nei miei corsi di diegno: sono lieto che lei li abbia esaminati con questa cura attenta

  2. andrea massarenti

    Complimenti per l’articolo, interessante e dettagliato ,posseggo 23 volumi e sto cercando da tempo i restanti con poca fortuna, se per caso sapresti indicarmi dove trovarli ne sarei felicissimo. Grazie in ogni caso ed ancora complimenti, ciao.

    • michele227

      Ciao Andrea e grazie per il commento, è bello sapere che che questo straordinario autore attiri ancora l’interesse in tanti appassionati lettori. Per quanto riguarda i libri di questa collana, attualmente sono in possesso di circa 40 volumivolumi acquistati per la maggior parte su eBay e in alcuni mercatini.
      Buona lettura!

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