Il nuovo SimCity: un inno alla progettazione eco-sostenibile

Sin dalla sua uscita (23 anni fa), SimCity ha stimolato gli aspiranti urbanisti a progettare, costruire, pianificare (e anche far saltare in aria) le città dei loro sogni.

L’ultima edizione del gioco prevista per il prossimo febbraio, non fa eccezione; tuttavia ci sarà una piccola svolta.

Nelle parole di Ariel Schwartz, giornalista di  Fast Company, la nuova versione “conserva la maggior parte dei precedenti elementi del gioco (inclusa la sua qualità di coinvolgimento), ma portando il mondo di gioco ad un nuovo livello di complessità. Si può anche notare come Maxis ci insegna sottilmente i pro e i contro delle energie rinnovabili, la conservazione delle risorse naturali, e collaborando con le città vicine.”

Con oltre 180 milioni di copie di giochi Sim vendute nel mondo, con giocatori di qualsiasi età, nazionalità e genere, SimCity potrebbe essere un modo potente (e di gran lunga il più divertente) per impartire al cittadino medio una semplice questione: il futuro è nella progettazione sostenibile.

Uno dei temi centrali di questo nuovo SimCity riguarda la produzione di energia elettrica: scegliere il solare, perdendo un sacco di terreno prezioso; il nucleare, affrontando le proteste dei Sims; scegliere il carbone, ma avere tutta la città sporca e inquinata.

Non solo ripercussioni come il traffico e l’inquinamento visibile, ma anche problematiche di pertinenza”globale”, in particolare nella versione multi-player di SimCity ogni decisione ambientale non riguarda solo la nostra città, ma anche quelle vicine . Ad esempio, se la vostra centrale elettrica ha gli scarichi che vanno nell’acqua potabile, questo può ammalare un cittadino della vostra città ma anche di una vicina.

Mentre l’inquinamento produce gli effetti più evidenti di una cattiva gestione delle risorse della città, ci sono anche altri aspetti meno viscerali.  Come ha scritto uno degli ingegneri di Maxis, Dan Moskowitz: “L’eccessiva dipendenza (su una risorsa di energia) può mettere in pericolo quelli che non hanno diversificato il loro approvvigionamento energetico. Se hai costruito un’intera città sulla base dell’estrazione di una risorsa, quando tale risorsa si esaurisce la tua economia crollerà.

Tuttavia, la cosa veramente affascinante il nuovo SimCity è che il design sostenibile diventa, essenzialmente, l’unica via praticabile per costruire una sana e prospera città. In un recente forum on-line, il direttore creativo di SimCity, Ocean Quigley, ha osservato: Non voglio che nel gioco si rispettano i principi di eco-sostenibilità, voglio che emergono come conseguenze naturali della vostra interazione con la simulazione. […] Se non gestite la depurazione dell’acqua, la congestione del traffico, con zone pedonali e di transito, con il suolo e l’inquinamento atmosferico – la tua città lo rifletterà”!

Infatti, gli sviluppatori del gioco hanno fatto in modo che i trasporti pubblici, piste ciclabili ed edifici ad alta efficienza energetica faranno parte delle tante opzioni a disposizione del giocatore. E se i giocatori scelgono di ignorare queste opzioni e creare una città vecchio stile, colma di traffico, contaminata, con edifici ad alto consumo di energia , SimCity 2013 offre tuttavia uno sguardo affascinante delle conseguenze che avvengono come nella vita reale nella progettazione urbana.

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Articolo liberamente tradotto da: http://www.archdaily.com/278938/the-new-simcity-a-beacon-for-sustainable-design/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

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Dust, non un clone di Risiko ma molto di più!

Oggi vorrei parlare di Dust, gioco da tavolo noto ai più come una delle tante alternative a Risiko.

Ammetto che lo comprai per puro caso l’estate scorsa in un negozio di giocattoli ad appena 9,90€ (ancora oggi non riesco a farmene una ragione), e affascinato anche dalla sublime veste grafica della confezione e leggendo il contenuto della scatola, non ci pensai due volte a portarmelo a casa!

Il retro della scatola diceva testualmente:

CONTENUTO: Una plancia di grandi dimensioni, 6 Eserciti di diversi colori, 24 Centri produzione, 45 Carte speciali, 10 Dadi speciali, 28 Gettoni in cartone, 3 Schede riassuntive, 1 Regolamento.

SCOPO DEL GIOCO: Accumulare punti Vittoria conquistando le Fonti di Energia e le Capitali ma riuscendo anche ad avere il più alto livello di produzione e il maggiore controllo sulle aree di terra e di mare.

Ora capite che chi ha sempre giocato a Risiko apprezzandone solo la parte “bellica” e detestando il fattore fortuna intriso nei suoi perfidi dadi, si rende conto che questo gioco è molto più ampio e strategico. E in più, ci sono ben 5 tipi di unità diverse: Robot, Carri, Caccia, Bombardieri, Sottomarini.

Non è mia intenzione parlare ora delle regole del gioco, anche perché il manuale si trova facilmente in rete sul sito del produttore ed è anche abbastanza esauriente.

Vorrei invece far luce su 3 aspetti di questo prodotto.

Primo: la grande componente strategica del gioco, che seppur subendo l’influsso di dadi e carte da pescare, si tiene ad una discreta distanza dal fattore fortuna, considerando che poi ogni unità da delle caratteristiche particolari e che in mano si hanno sempre 5 carte. La fortuna è quindi abbastanza relativa.

Secondo: la veste grafica, e a proposito di questo, Dust è un prodotto davvero figo! Le illustrazione sulla scatola, sulle carte e sul manuale rendono perfettamente l’idea del periodo storico (immaginario) in cui è ambientato il gioco: un 1938 alternativo in cui una tecnologia aliena ha cambiato gli equilibri politici del mondo. E’ tutto in perfetto stile Steampunk.

Terzo: i materiali. Fin da quando si prende in mano la scatola per la prima volta, ci si rende subito conto che siamo davanti ad un ottimo prodotto. La scatola è in cartone molto resistente, con la superficie esterna che presenta un effetto quasi “intelaiato” (non saprei bene come definirlo, spero si noti nell’immagine). Questo effetto è presente anche sulla mappa e sui gettoni.

La mappa è in cartone molto duro e resistente e si assembla come un grosso puzzle.

Le pedine (circa 800 in tutto) sono in plastica di ottima fattura e considerando le dimensioni, presentano anche buoni dettagli. Le fabbriche forse potevano essere fatte meglio: risultano molto leggere e durante il gioco capita di toccarle accidentalmente e farle perdere la posizione iniziale. Ma questo non è un problema rilevante.

Piccola nota positiva per i dadi, anch’essi ben realizzati e molto pesanti.

In definitiva, Dust è un ottimo gioco e ha dalla sua una buona complessità strategica e soprattutto una grafica e dei materiali da preferirlo, nettamente, ad altri prodotti più scarsi ma che hanno avuto più successo di pubblico (qualcuno ha detto Risiko?). Questo gioco ha significato tanto per me, mi ha fatto appassionare ai giochi da tavolo, mi ha fatto capire che non bisogna accontentarsi di quello che ci passa la grande distribuzione, ma bisogna curiosare: su internet, nei negozi, tra gli amici appassionati; il gioco che vogliamo, quello a cui desideriamo giocare lo troveremo, anche se non ne siamo a conoscenza. Ed è stato così con Dust!

Non credo che il negozio dove lo comprai abbia altre copie a 9,90€, ma su internet si può trovare facilmente sui principali siti di e-commerce intorno ai 30-40€ (stesso prezzo del Risiko tra l’altro, quindi…)

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Qualche riferimento internet:

Sito del produttore EG: http://www.editricegiochi.it/

Community EG di Dust dove trovare spiegazioni, chiarimenti, ecc.: http://forum.egcommunity.it/forumdisplay.php?f=203

Sito di KaleidosGames con backstage, curiosità, bozzetti ecc.: http://www.kaleidosgames.com/Il_mondo_di_DUST.html

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Biblioteca del Ricordo RBA

In questi giorni è partita una nuova iniziativa editoriale della RBA, intitolata “Biblioteca del Ricordo“. Questa collana di libri e fascicoli raccoglie testi e volumi diffusi in italia quasi un secolo fa, a cavallo tra fine ‘800 e inizio ‘900.

Ogni uscita è composta in genere da un romanzo o un saggio, un testo scolastico d’epoca ed un fascicolo. Tralasciando le intenzioni forse troppo “buoniste” dell’opera, c’è da ammettere che la collana è di ottima qualità, e ci propone volumi in un elegantissimo formato da collezione. I due libri che compongono ogni uscita presentano una copertina in cartone con dorso in tela, molto simili ai volumi della collezione dei romanzi di Salgari, della stessa RBA, pubblicato l’anno scorso.

I libri contengono un gran numero di illustrazioni originali: acquerelli, chine, tavole a colori e in bianco e nero. La qualità è a mio parere ottima.

Il fascicoletto invece non è altro che una raccolta di nozioni e fatti interessanti dell’epoca che ci viene proposta, una sorta di “correva l’anno”.

La prima uscita è in edicola a soli 4,99 €, prezzo davvero irrisorio, per quello che offre l’opera sin dalla prima uscita. Qui troviamo il libro Cuore di E. De Amicis (292 pagine, edizione con illustrazioni a china di Ferraguti, Nardi e Sartorio) e un altro libro intitolato Il Primo Libro del Bambino – Lettura e scrittura di Elisa Cappelli, sul frontespizio troviamo “Album illustrato con 311 incisioni in nero e a colori”, anno 1916. Un ottimo sillabario (o abbecedario) che nelle scuole elementari italiane di oggi farebbe di sicuro un’ ottima figura. Le dimensioni dei due libri sono di circa 24 cm x 17 cm.

(Da notare che in edicola la prima uscita è venduta su un foglio di cartone enorme, a occhio di circa 1 metro per 60 cm)

Le uscite successive (a 9,99 €) ci propongono libri come PinocchioIl Giornalino di Gianburrasca, Il manuale dell’ortolano, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, La Bibbia del bambino, e altro (qui per maggiori informazioni). Tutte riproduzioni degli originali oggi ormai introvabili.

Tralasciando il contenuto di alcuni libri, la raccolta è da tenere d’occhio per il bel formato da collezione dei volumi, che in una libreria fanno un ottima figura. Per i contenuti poi, sarebbe un degno regalo da fare ai propri “figli” che oggi poco o nulla sanno di libri per bambini e usanze dei loro coetanei di epoca savoiarda.

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Arcanum of Steamwork & Magic Obscura: Riferimenti storici e culturali

Virgil, il nostro primo seguace e guida è un chiaro riferimento a Virgilio, il poeta vate che accompagna Dante nell’Inferno.

– Nel luogo dello schianto del dirigibile si trova il corpo di Isaac Zapruder che è riuscito a riprendere l’attacco allo Zephyr con la sua macchina fotografica. Questo è un riferimento ad Abraham Zapruder che registratò l’assassinio del presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy.

– Il Dottor Roberts di Colline Velate si basa su due persone reali, Doc Holiday (dentista americano, giocatore d’azzardo e pistolero del vecchio West) e il suo amico Wyatt Earp, di cui ne usa il ritratto.

– Gilbert Bates, il presunto inventore della macchina a vapore che detiene il monopolio della produzione di motori a vapore, è un riferimento a Bill Gates di Microsoft. Il suo concorrente, Cedric Appleby, è un riferimento invece alla società Apple, rivale di Microsoft.

– La serie di omicidi di Whitechurch, a Caladon, si basa sugli omicidi di Whitechapel.

– H.T. Parnell, un uomo che fa soldi con false notizie a Tarant, si basa su PT Barnum, uno showman americano, uomo d’affari, ed intrattenitore, ricordato per la promozione di false celebrità e per la fondazione del circo che è poi diventato il Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus.

– Il Boil di Tarant viene definito come un “alveare miserabile di feccia e malvagità”, che è come Obi-Wan Kenobi descrive Mos Eisley in Star Wars Episodio IV. Questa descrizione è stata utilizzata anche in Fallout 2 per descrivere The Den.

– Madame Toussaude di Tarant è un riferimento a Marie Tussaud e il suo Museo delle cere.

– Edward Teach è un riferimento a Barbanera, famigerato pirata inglese, il cui vero nome era Edward Teach.

– Il libri sulla questione degli Orchi sono un riferimento alla “Questione Ebraica”

– La Stella di Azram, arma da lancio, è una replica esatta del Glaive, l’arma utilizzata nel film Krull del 1983.

– Il Cerchio di Brodgar si basa su un vero cerchio di pietre dello stesso nome situato nelle Orcadi, in Scozia.

– La bobina di Tesla, il fucile di Tesla e il bastone di Tesla, prendono il nome dal famoso inventore e ingegnere, Nikola Tesla.

– L’isola di Cattan è un riferimento al nome di un gioco da tavolo tedesco, I coloni di Catan.

– Il poster di Throgg Donn mostrato nel video finale è una versione modificata di un poster nazista.

– Nasrudin prende il nome da Nasreddin, un filosofo populista e uomo saggio, ricordato per le sue storie e aneddoti divertenti.

– Tollo Underhill è un riferimento a Frodo Baggins del Signore degli Anelli, il cui pseudonimo era Mr. Underhill (Sottocolle).

– Quando si chiede alla gente dell’ Isola della Disperazione (a un certo punto della quest principale), essi possono rispondere: “Vuoi dire la Black Isle? Io non sono molto sicuro …”. Si tratta di un riferimento alla Black Isle Studios, dove proveniva la maggior parte del personale di Troika.

– Hieronymous Maxim, l’inventore della pistola meccanizzata e l’aereo in Arcanum, si basa su Hiram Maxim, l’inventore della prima pistola macchina e che ha anche sperimentato il volo a motore.

– Il Professor Aldous Hunley di Vendigroth (menzionato anche nei giornali), che ha creato un imbarcazione completamente sommergibile (si può trovare sulla spiaggia dell’ Isola della Disperazione), è un riferimento a Horace Lawson Hunley, un ingegnere navale vissuto durante la guerra civile americana , la cui nave affonda uccidendolo. Il nome potrebbe anche essere un riferimento a Aldous Huxley.

– Lete Wyvern, un drago che distrugge la memoria della sua vittima con i suoi artigli velenosi, prende il nome da Lete, uno dei fiumi di Ade. L’effetto degli attacchi di Lete Wyvern nel gioco causa dei danni permanenti all’Intelligenza.

– La Pietra di Durin, un artefatto dal Clan di ferro, è un riferimento a Durin, il nome di uno dei 13 Nani protagonisti de “Lo Hobbit” di JRR Tolkien. Va inoltre ricordato che Tolkien ha preso il nome di Durin dalla mitologia nordica, dove è scritto come Durinn.

– Quando prendiamo un pacchetto per l’alchimista Jongle Dunne di Colline Velate, il negoziante di Dernholm ti dice, “Questo mago è solo un vecchio pazzo”, citando Owen Lars di Star Wars Episode IV.

– Se ci uniamo con Virgil agli Elfi Oscuri, l’anziano Joachim, ex mentore di Virgil, ci appare a Caladon chiedendo a Virgil di fermarsi, e quando lui si rifiuta, cerca di ostacolarlo. Una delle provocazioni di Virgil a Joachim è “I tuoi poteri sono deboli, vecchio”, citando Darth Vader di Star Wars Episode IV.

– Il Pugnale Arcano è quasi una replica esatta del Dagger Isis, un coltello fantasy creato da un designer di oggetti e collezionista fantasy Kit Rae. Il Pugnale Isis è stato vendutoper la prima volta nel 2000, quando Arcanum era nel bel mezzo dello sviluppo.

– I tentativi del Regno Unificato di convincere il regno di Arland (di cui Caladon è la capitale) ad allearsi con loro, è un riferimento diretto alla simile situazione politica degli ultimi secoli tra il Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda. Quindi, Arland, Irlanda.

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La ricetta segreta della Coca Cola direttamente dal diario di Pemberton

Uno dei grandi dilemmi che ha da sempre afflitto le menti del genere umano è capire quale fosse la formula e l’ingrediente segreto della Coca Cola.

Cominciamo quindi con Sir John S. Pemberton, farmacista inventore della Coca Cola nonchè veterano dell’esercito della Confederazione durante la Guerra di Secessione Americana. Alla sua morte, 1888, venne reso pubblico il suo diario, nel quale Pemberton, tra le altre cose, ci dice quali sono gli ingredienti della sua bevanda:

– Citrato di caffeina (28g)

Acido critico (85g)

– Estratto di vaniglia (30ml)

– Succo di lime (946ml)

– Aroma 7X (71g)

– Zucchero (14kg)

– Estratto liquido di foglie di coca (118,3ml)

– Acqua (9,5l)

– Caramello (quantità sufficiente a darne il colore)

– Mischiare l’acido di caffeina e il succo di lime in un quarto di acqua bollente e aggiungere vaniglia e aromi quando si raffredda

– Aroma 7X:

*1\4 di alchool

*80 succo di arancio

*40 olio di cannella

*120 succo di limone

*20 olio di coriandolo

*40 olio di noce moscata

*40 olio di neroli

– Far riposare 24 ore

Questa ricetta però non specifica come e quando vengano mescolati gli ingredienti, ne le quantità d’olio necessarie…ma si presuppone che Pemberton ne fosse a conoscenza!

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